lo sport al servizio della scienza - di roberto eusebio
Lo sport , dove l'allenamento, la passione e l'amore per se stessi sono gli ingredienti iniziali per avere risultati umani di alto livello; lo sport dove la moralità è una caratteristica distintiva dell'approccio dell'uomo con se stesso
la preatletica a tutti gli sport - I BODYFITNESS
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Roberto Eusebio
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campione assoluto campionato italiano
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Come preparare una gara di body fitness
Di Roberto Eusebio
Campione nazionale assoluto di body fitness
Una gara di body fitness non è una comune gara di altezza/peso come si suol pensare, ma in realtà è una vera e propria evoluzione che conduce a cambiamenti radicali volti a raggiungere la “perfezione” atletica e strutturale del corpo.
Per preparazione alla gara s’ intende l’elaborazione di un programma impostato per microciclo, mesociclo e macrociclo.
I mesocicli e i macrocicli saranno impostati a tavolino sin dall’inizio mentre i microcicli verranno perfezionati di volta in volta in modo da assorbire col minor impatto gli eventuali ritardi o imprevisti.
Il macrociclo e’ un ciclo stagionale di allenamenti che inizia con la ripresa della preparazione e termina con il periodo agonistico.
Per mesociclo si intendono allenamenti per la durata di qualche settimana nell’ambito dei quali vengono sviluppate una o più qualità specifiche.
I primi mesocicli sono genericamente dedicati ad un miglioramento globale delle qualità fisiche di un individuo, mentre quelli successivi sono impostati sull’incremento di capacità legate alla competizione che esso affronta.
I microcicli sono gli allenamenti della settimana, nell’ambito dei quali sono previste, opportunamente alternate, le differenti tipologie di allenamento e le giornate di recupero. Questo metodo di periodizzazione permette di valutare al meglio la preparazione competitiva.
Quello ad esempio che più ci opprimeva in una comune gara di body building era la sensazione di non fare in tempo a definirsi e rientrare nel peso, questo portava naturalmente a diete assurde estremamente ipocaloriche che portavano in pochi giorni a bruciare gran parte del lavoro costruito in alcuni mesi.
Per la preparazione ad una gara di body fitness dobbiamo invece concentrarci su 2 punti fondamentali:
1)costruzione del corpo =simmetria, proporzioni e definizione (aspetto fisico);
2)preparazione atletica = flessibilità, dinamicità, prove di forza e coreografia (routine).
La costruzione del corpo naturalmente si svolge in sala attrezzi, con l’utilizzo di macchinari isotonici e di cardiofitness, mentre la preparazione atletica viene prettamente eseguita a corpo libero nelle sale fitness.
Per spiegare con chiarezza lo svolgimento della preparazione ad una gara di body fitness, parlerò della mia esperienza personale.
  
Il mio allenamento nel periodo “off season” e’ suddiviso nel seguente modo:
LUNEDI’: mattina addominali e bicipiti, pomeriggio petto spalle ed un richiamo di tricipiti.
MERCOLEDI’: mattinaaddominali e polpacci, pomeriggio quadricipitie femorali.
GIOVEDI:stretching e prove funzionali.
VENERDI’ : mattina addominali tricipiti, pomeriggio dorsali, deltoidi posteriori, e richiamo dei bicipiti.
SABATO : stretching e prove funzionali.
DOMENICA : Riposo.
L’allenamento isotonico in questo periodo deve essere breve ed intenso permettendo quindi di mantenere un certo tono muscolare, senza limitare la preparazione atleticaugualmente importante .
Tre volte alla settimana eseguo sedute di circa 50/60 minuti di allenamento isotonico divise quotidianamente in due parti per essere sicuro di intensificare l’allenamento.
Svolgo per i gruppi muscolari grandi circa 9 serie suddivise in un primo esercizio base pluriarticolare e di altri complementari, per i gruppi muscolari piccoli svolgo da 6 a 7 serie, facendo dei richiami durante il microciclo settimanale.
Il primo esercizio pluriarticolare e’ sempre abbastanza pesante infatti mantengo le ripetizioni tra le 6 e le 8.
Gli esercizi a seguire tra le 8 e le 12 ripetizioni.
La parte più interessante di cui voglio parlare e’ la preparazione atletica utile a compiere una routine dinamica e funzionale rispettando precisi parametri quali: la squadra a terra con tutte le sue varianti, le flessioni (a due braccia a un braccio con o senza gamba sollevata ecc...), caduta con atterraggio sulle braccia con o senza girata, e un salto ad esempio in squadra toccando le punte dei piedi, ecc….
Elemento fondamentale per eccellenza é lo stretching, disciplina ideale di rilassamento, distensione, maggiore mobilità e scioltezza.
Gli obiettivi dello stretching sono il miglioramento della mobilità dell’apparato locomotore, l’aumento della coordinazione motoria ed il miglioramento del livello di prestazione atletica.
Esiste un rapporto fra MOBILITA’ e STABILITA’: questo significa che lo stretching deve migliorare la mobilità, ma anche rispettare i limiti di stabilità passiva delle articolazioni e dei legamenti.
FORZA, FLESSIBILITA’ e RESISTENZA devono essere in equilibrio.
Un muscolo allenato soltanto per la forza con il tempo si accorcia, riducendo le sue possibilità di movimento. Gli esercizi per l’allenamento della forza di un gruppo muscolare dovrebbero essere sempre seguiti da esercizi di allungamento per lo stesso gruppo muscolare. Quindi, sia gli esercizi di flessibilità, sia di elasticità vengono utilizzati per migliorare l’agilità complessiva del corpo.
Qualche esempio pratico può servire a capire meglio di cosa sto parlando:
L’atleta una volta ricevute le istruzioni da un soggetto competente, può effettuare da sè queste sedute di allenamento tre volte alla settimana:
1) Stretching, inteso come attività fisica autonoma che deve essere preceduto da alcune fasi di riscaldamento generale, ad esempio una corsetta di almeno 10/15 minuti, velocità 10/12 km/h.
2) Una serie di esercizi isometrici che rinforzeranno la muscolatura alternati ad esercizi di stretching
SQUADRA A TERRA :
Indispensabile per la precisa esecuzione è l’individuazione del baricentro (punto di perfetto equilibrio del corpo). I punti di forza di questo esercizio sono la funzione e la posizione muscolare.
Il muscolo fondamentale è l’ileopsoas che con la sua contrazione permette di assumere e mantenere la posizione di squadra.
Inoltre i muscoli antagonisti sono così stirati che tendono ad estendere le gambe con molta forza,
di conseguenza la colonna vertebrale subirà un’ inclinazione in avanti, sottoponendo i dischi intervertebrali ad una notevole tensione. Per colmare questo stress occorre mettersi supini appoggiando le gambe per esempio su una panca in modo che l’ileopsoas non eserciti una trazione sulla colonna.
-PIEGAMENTI :
Stando proni, si esercita un sollevamento ed un abbassamento del corpo sugli arti superiori, mantenendo le mani ben separate. Con questo esercizio vengono allenati: il gran pettorale, il tricipite brachiale, il deltoide, il dentato anteriore ed il trapezio. Il dentato anteriore svolge un ruolo molto importante nella stabilizzazione delle spalle, inoltre impedisce la spinta indietro della scapola quando si regge il corpo sugli arti superiori.
Eseguire dello stretching per i muscoli sollecitati è un ottimo metodo per completare taleesercizio. Per esempio:
In piedi portare le braccia indietro distese ed afferrare col palmo della mano “qualcosa” all’altezza delle spalle e spingere avanti il corpo.
Carponi, seduti sui talloni, estendere entrambe le braccia in avanti senza sollevare i glutei dai talloni.
- SALTO :
Una buona mobilità dell’anca è di grande importanza per tutti gli atleti.
E’ quindi indispensabile allenare gli adduttori in quanto sono muscoli che vengono facilmente lesi impedendo la mobilità dell’anca perchè si inseriscono prossimalmente sul pube e distalmente sul femore.
E’ inoltre necessario potenziare il vasto mediale, un muscolo estremamente importante per la stabilità del ginocchio che durante l’atterraggio del salto viene estremamente sollecitato.
Fondamentali per completare l’esecuzione del salto sono esercizi di stretching per il retto femorale( ad es: afferrare un piede con le mani e flettere il ginocchio il più possibile, tentando di mantenere l’anca la più diritta possibile) e per i muscoli flessori del ginocchio (ad es: bicipite femorale: sdraiati supini portate verso il torace un arto inferiore teso aiutandovi con le mani oppure con l’utilizzo di un asciugamano se non si arriva alle punte dei piedi).
Concludo sostenendo che
Forza, Flessibilità e Resistenzasono le qualità dell’atleta perfetto in tutte le discipline.
Roberto Eusebio

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LO SPINNING UN OTTIMA ATTIVITA' CARDIOVASCOLARE DI ROBERTO EUSEBIO CAMPIONE E PROFESSIONISTA FITNESS
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Roberto Eusebio
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campione assoluto campionato italiano
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LO SPINNING DI Roberto Eusebio professionista fitness |
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Lo spinning o attività aerobica di gruppo su bicicletta stazionaria, "stationary bike", è un allenamento aerobico importato in Europa nel 1995 dagli Stati Uniti. Nasce come preparazione in luoghi chiusi per il ciclismo su strada (indoor cycling ) ed ha una sua evoluzione tecnica grazie al suo inventore Johnny G., un ciclista americano che ha creato un metodo d'allenamento. Il metodo ha integrato la tecnica di pedalata a varie velocità, la tecnica di concentrazione e coinvolgimento tipico del training autogeno con l'ausilio di scelte musicali appropriate. La lezione si svolge in gruppo, sotto la direzione di un istruttore che impartisce i ritmi di pedalata secondo la velocità della musica utilizzata. Si cerca di condurre il ciclista attraverso un viaggio virtuale in cui la concentrazione e il coinvolgimento portino la mente a superare la fatica fisica e ad aumentare così le proprie capacità organiche. Le lezioni hanno una durata di un'ora circa e producono un ottimo allenamento aerobico con un grosso dispendio calorico.

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Secondo uno studio dell'Istituto di Scienza dello Sport del CONI (Dott. Faina - Mirri - Scarpellini, Roma 1997), il costo energetico della pratica dello spinning è stato pari a 540 Kcal/h ma con un'alta concentrazione ematica di lattato (superiore a 4mm) anche se il valore del consumo d'ossigeno è pari al 67% di V.O. max (massima potenza aerobica). Questo indica come la pratica dello spinning sia un ottimo allenamento aerobico, anche se alterna fasi di sforzo in cui si oltrepassa la soglia anaerobica a fasi di recupero attivo e lo sforzo cardiaco varia dal 60 % al 90 % della massima frequenza cardiaca.
Visto il largo range di sforzo cardiovascolare, è importante che le lezioni siano seguite e suddivise secondo l'intensità dello sforzo.
Con la larga diffusione di questa nuova tecnica d'allenamento aerobico sono nate delle varianti rispetto alla metodica iniziata da Jonhhy G.: infatti, alcuni insegnanti hanno introdotto l'uso degli arti superiori con movimenti di coordinazione o addirittura applicando dei piccoli carichi per aumentarne la resistenza allo sforzo.
L'attrezzo
La bike utilizzata per lo spinning non è una semplice cyclette da casa o quelle con il display digitale per il lavoro aerobico, ma ha delle particolarità specifiche per la pratica della lezione di spinning:
- Il telaio deve essere molto robusto e regolabile in modo da essere adattato a tutte le altezze e morfologie;
- Deve resistere ad un alto grado di sollecitazioni meccaniche ed usura al sudore;
- Il manubrio deve consentire il corretto appoggio delle mani a tutte le andature e non deve dare luogo a vizi posturali durante i vari tipi di pedalata;
- Il sistema di regolazione della resistenza deve essere micrometrico in modo tale da potersi adattare ad ogni grado di personal fitness.
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In conclusione lo spinning è un allenamento aerobico ad alto consumo calorico rivolto ai praticanti delle palestre ed in particolare agli appassionati del ciclismo. Per beneficiare di tutti gli effetti dello spinning si consiglia di praticarlo in una palestra in lezioni di gruppo e con istruttori qualificati.

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i recapiti e gli indirizzi di Roberto Eusebio, Campione e Professionista Fitness

Roberto Eusebio, nato a Milano il 01/04/1967, professione imprenditore, personal trainer, consulente fitness, preparatore atletico, professionista fitness, campione nazionale assoluto di BODYFITNESS.
http://www.robertoeusebio.it
Titolare e fondatore
di Academy of Bodybuilding & Fitness (http://www.myacademy.it)
http://www.robertoeusebio.it
info@robertoeusebio.it
cell. +39 338 3748518 tel. +39 02 96381082
Lo sport , dove l'allenamento, la passione e l'amore per se stessi sono gli ingredienti iniziali per avere risultati umani di alto livello; lo sport dove la moralità è una caratteristica distintiva dell'approccio dell'uomo con se stesso
Cos’è la bellezza? Esiste un tipo giusto?
QUANDO LO SPORT E'
AL SERVIZIO DELLA SCIENZA .
DALL' INTERVISTA DI WEB TV
con STEFANIA SALA (giornalista/scientifico)
Eusebio Roberto
Campione Nazionale assoluto di BODYFITNESS

Dalla trasmissione “Quando lo sport è al servizio della scienza”
Domanda tratta dall’intervista di Stefania Sala,
giornalista/scientifico, per “LA WEB TV”,http://www.laweb.tv
con Roberto Eusebio, Campione e Professionista Fitness
http://www.robertoeusebio.it
34 - Cos’è la bellezza? Esiste un tipo giusto?
La vera bellezza è soggettiva …. è nei nostri sogni … nei nostri ideali … Esistono persone belle fuori e meno belle dentro…l’ideale della bellezza per non parlare solo di esteriorità sta nel coltivare la mente in egual modo come il corpo…..
Allora direi che la bellezza di una persona e nella sua integrità d’anima che racchiude e unisce mente e corpo.
Roberto Eusebio, nato a Milano il 01/04/1967, professione imprenditore, personal trainer, consulente fitness, preparatore atletico, professionista fitness, campione nazionale assoluto di BODYFITNESS.
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Nulla ci appartiene:allora qual è la forza reale che abbiamo in nostro possesso?
QUANDO LO SPORT E'
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DALL' INTERVISTA DI WEB TV
con STEFANIA SALA (giornalista/scientifico)
Eusebio Roberto
Campione Nazionale assoluto di BODYFITNESS

Dalla trasmissione “Quando lo sport è al servizio della scienza”
Domanda tratta dall’intervista di Stefania Sala,
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33 - Nulla ci appartiene:
allora qual è la forza reale che abbiamo in nostro possesso?
La forza reale è dentro di noi …. coltivare e conoscere il più possibile noi stessi, conoscere i nostri limiti; …ma credere che non ne abbiamo,….abbiamo potenzialità che la maggior parte di noi non riuscirà mai a vedere ….. Di una cosa però sono certo….”bisogna vivere e la vita è fatta di emozioni o non sarebbe vita”.
La cosa importantein tutto cioè è che la nostra mente non mentaa noi stessi…..!!!
E che soprattutto una mente sana….saprebbe sicuramente gestirsi per non cadere nel vortice di appartenere a qualcosa o qualcuno. !!
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Dove può trovarsi, una solida mente?
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con STEFANIA SALA (giornalista/scientifico)
Eusebio Roberto
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32 L’amore di se stessi : qualsiasi sport va preso con filosofia.
Perché? Per conoscersi?
Dove può trovarsi, allora, una solida mente?
Il fatto che una persona sia più sensibile di un'altra non vuol dire che abbia una mente più o meno solida…..
Anzi spesso le persone più sensibili, più recettive a quello che succede intorno a noi …sono persone che meditano di più, pensano, riflettono …. soffrono di più di chi non ascolta e non recepisce certe emozioni … che, pur facendo soffrire, sono solo di rinforzo del nostro io …
Quindi le persone sensibili….risultano alla fine essere molto più forti … magari dopo tante sofferenze; ..ma più forti rispetto a persone meno profonde e che, per barriera protettiva, alzano degli scudi interiori, che è poi quello scudo che non lascia passare totalmente le emozioni che invece dovremmo vivere al 100% facendoci anche coinvolgere….
Perchéquesto vuol dire vivere !!!
Non a caso gli psichiatri/psicologi e gli studiosi del campo che riguarda la mente sostengono che sono proprio le menti più sensibili quelle degli artisti, dei campioni e dei vip in genere…. perchè hanno, rispetto ad altri, semplicemente ascoltato le sensazioni e le emozioni, tra cui la passione di svolgere il proprio ruolo della vita..
Ma l’importante è che, mentre viviamo qualsiasi tipo di emozione essa sia, non dimentichiamo una cosa molto importante…NULLA CI APPARTIENE ….!!
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Divulgazione scientifica: ti chiediamo di spiegarci in termini semplici, cos’è uno steroide? Quali i rischi?
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31 - Divulgazione scientifica: ti chiediamo di spiegarci in termini semplici, cos’è uno steroide?
Quali i rischi?
Con il termine steroide si identifica qualsiasi lipide grasso con quattro anelli di carbonio fusi per un totale di 17 atomi di carbonio ciclici, collegati spesso a una coda alchilica; sono steroidi il colesterolo, gli ormoni sessuali (es. testosterone, , estradiolo, progesterone) e gli ormoni corticosurrenali (es. cortisolo, androsterone). Gli steroidi sono biosintetizzati attraverso la via metabolica dell'acido mevalonico.
Gli steroidi prodotti endogenamente, cioè prodotti dal nostro corpo, sono fisiologicamente in assenza di patologie, …. necessari e regolatori di diversi meccanismi che avvengono nel corpo...
Gli steroidi esogeni, cioè quelli presi dall’esterno, se non vi è prescrizione medica perché in cura a causa di una patologia particolare, … vengono ritenuti dopanti, cioè vengono utilizzati per alterare la performance sia fisica che mentale e migliorare quindi la prestazione, nel nostro caso, sportivo…
In questo caso, i rischi e gli effetti collaterali che possono provocare sono tantissimi.
I più comuni legati a malattie cardiovascolari come: ipertensione, aneurismi, infarti, ictus, ecc …
Ma possono anche accelerare i metabolismi di cellule tumorali che abbiamo in corpo, sviluppando in modo molto veloce e divulgando questo processo in tutto il corpo.
Hanno effetti anche sulla psiche, … in particolare durante l’assunzione, … come: stati aggressivi, … violenti, …. ; in scarico di essi invece stati depressivi, …ansiosi, … ecc ….
In sintesi: … occorre cercare di stare lontani da questo mondo che è il doping … In apparenze, al momento, ti può anche portare al vertice … ma nella vita ti può far sprofondare in un vortice,... forse nei casi più estremi senza via di uscita….
Roberto Eusebio, nato a Milano il 01/04/1967, professione imprenditore, personal trainer, consulente fitness, preparatore atletico, professionista fitness, campione nazionale assoluto di BODYFITNESS.
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Ha reale fondamento scientifico dire che < sollevare carichi pesanti trasforma il corpo in un ammasso di muscoli>?
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12 - Ha reale fondamento scientifico dire che < sollevare carichi pesanti trasforma il corpo in un ammasso di muscoli>?
Assolutamente no !! premetto innanzi tutto che….
Io insegno a non sollevare i pesi….ma a congestionare i muscoli l’approccio mentale con il quale si affronta l allenamento e completamente diverso ed anche i risultati sono diversi.
Per prima cosa bisogna imparare a congestionare il muscolo senza gravi, riuscendolo a contrarre nella sua totalità, saper reclutare tutte le fibre del distretto muscolare che stiamo allenando, questo già è un grosso risultato, se utilizziamo troppi carichi questo non avviene ma subentra una sinergia muscolare che spesso a noi non interessa allenare….a meno che si tratti di pesisti allora il concetto è diverso.
Per creare un ammasso di muscoli, bisogna crearne i presupposti, con l’alimentazione, l’integrazione, allenamenti specifici, se non si creano i giusti presupposti potremmo sollevare tonnellate che il nostro fisico non aumenterebbe di un etto…
Ma la cosa fondamentale è sempre la stessa con la quale dovremmo affrontare tutto, fare le cose perché ci piace viverle con la giusta dedizione e passione il risultato è garantito..!!
Se volessi sollevare dei pesi….andrei al porto di Genova..cercano scaricatori di porto…pagano anche bene….eh eh eh…..Roberto
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Ancora :gli scienziati sostengono che le malattie del futuro saranno legate in prevalenza alla psiche.Si registra un aumento dell’uso di psicofarmaci del 200% . Cosa fare?
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9 - Ancora :gli scienziati sostengono che le malattie del futuro saranno legate in prevalenza alla psiche.
Si registra un aumento dell’uso di psicofarmaci del 200% . Cosa fare?
Questo dato purtroppo è verissimo..!!, ed è anche il più difficile da prevenire e curare vista la società cui stiamo vivendo.
Sto lavorando molto a questo tipo di problema , per l’ennesima volta ritornare alla cura del corpo e di se stessi in generale e non dimenticare che abbiamo un anima formata da mente e corpo, ed è solo nostra !…. deve solo aiutarci a capire e rafforzare il nostro io interiore facendoci sconfiggere stati psichici di smarrimento e debolezza dovuta al farsi trascinare dagli eventi diventando parte di essi invece che essi parte di noi ….!!
posso dire e ritengo questo genere di patologia molto delicato, soprattutto porta a delle sofferenze notevoli.
Non esistono psicofarmaci, psicologi, psichiatri o altro che possa aiutare, se in primis non siamo noi a voler reagire e a non dimenticare mai chi siamo … niente vale di più di un essere umano o un essere vivente niente vale più della tua persona !!,
mai e per nessuno dobbiamo perdere di vista il nostro amor proprio .
sempre più casi e soprattutto ragazzi giovani, arrivano nel mio centro Fitness e benessere (http://www.myacademy.it ) non per migliorare il proprio aspetto fisico come qualche anno fa;
oggi sempre maggiori clienti giovani soprattutto, dichiarano di soffrire di stati di panico, di ansia, stati depressivi legati ad una delusione della vita come la perdita di un grande amore, il lavoro precario, l’impossibilità di affermarsi in questa società, e atre motivazioni che aggravano nel totale la vita che stiamo conducendo, dimenticando che il valore più importante è quello che non dobbiamo perdere di vista . NOI stessi!!
“Nulla ci appartiene, solo noi stessi amiamoci …il resto verrà da se!!”.
. http://www.robertoeusebio.it/nulla-ci-appartiene.htm
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Roberto Eusebio, campione Nazionale Assoluto di Bodyfitness, oggi imprenditore e responsabile centro di un centro fitness e centro benessere. Come si trasmette la propria esperienza agli altri atleti e come si diventa Campione assoluto body fitness ?
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Eusebio Roberto
Campione Nazionale assoluto di BODYFITNESS

Dalla trasmissione “Quando lo sport è al servizio della scienza”
Domanda tratta dall’intervista di Stefania Sala,
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con Roberto Eusebio, Campione e Professionista Fitness
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1) Roberto Eusebio, campione Nazionale Assoluto di Bodyfitness, oggi imprenditore e responsabile centro di un centro fitness e centro benessere. Come si trasmette la propria esperienza agli altri atleti e come si diventa Campione assoluto body fitness ?
per poter rispondere a questa domanda è necessario parlare un po’ di come ero io ……
Ero un ragazzino introverso, pieno di insicurezze, ero rinchiuso in me stesso per timidezza per paure, creai un mondo tutto mio, mio e del mio corpo che anno dopo anno cominciavo a conoscere e lui mi permetteva di conoscere me.
Perché sono diventato quello che sono ?
Questa mia introversione, questo chiudermi in me stesso come una sorta di clausura di meditazione mi ha dato modo di capire una cosa molto importante.
Ognuno di noi ha un anima dei sentimenti e soprattutto una forza interiore che neanche noi conosciamo……cercare sempre di superare i nostri limiti…anche sapendo che noi non abbiamo limiti !! …. Se mai non riusciamo a raggiungerli !!.
La prima cosa che mi viene in mente che riassume un po’ tutta la mia vita la mia carriera E’ LA PASSIONE.
La Passione deriva dal termine latino PATIOR che significa, soffrire, provare o patire. In altre parole, si tratta di un insieme di condizioni di caratteristiche di un atteggiamento passivo dell'uomo
La passione è comunque amore ed è un sentimento che non pilotiamo noi o arriva o non arriva dentro ma è dentro di noi.
La passione che ognuno dovrebbe avere nelle cose in cui crede, nelle cose che vive con estrema dedizione, prendere le cose e la vita in generale cogliendone la positività assoluta, anche se a volte cadiamo in baratri di incertezze e allora è proprio li che dobbiamo tirare fuori il meglio di noi stessi e questo può avvenire solo se ci amiamo con una ragionevole passione .
L’attività fisica a me è servita a conoscermi è servita a tirar fuori il meglio di me, e non esteriormente anche se è quello che mi ha aggiudicato un titolo, ma ho coltivato anno dopo anno una conoscenza e un esperienza che mi ha portato a fare delle valutazioni importanti e fondamentali.
La cosa più importante della vita siamo noi stessi, è grazie a noi stessi che possiamo considerare e amare gli altri, quindi amarci in primis per poter dare e trasmettere ad altri.
La passione che dedichiamo a noi stessi detto comunemente amor proprio, autostima, è proprio grazie ad esso che riusciamo ad apprezzare amare e vivere, riusciamo a trasmettere quelle energie positive necessarie per essere vincenti in ogni settore.
Academy Salute e Benessere, Academy Wellness club, (http://www.myacademy.it )e’ il mio centro fitness, nato 14 anni fa’ su mia immagine e somiglianza, un centro fitness che potesse farmi andare avantie coltivare uno stile di vita che era dentro di me era un modo di comunicare agli altri quello che avevo dentro.
Academy respira con me e smette di respirare se io smetto, ne ho avuto la riprova più volte……
Ed è proprio questa la riprova che quello che creiamo e’ lo specchio di quello che noi siamo realmente !!
Roberto Eusebio, nato a Milano il 01/04/1967, professione imprenditore, personal trainer, consulente fitness, preparatore atletico, professionista fitness, campione nazionale assoluto di BODYFITNESS.
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Titolare e fondatore
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cell. +39 338 3748518 tel. +39 02 96381082
ROBERTO EUSEBIO CAMPIONE NAZIONALE ASSOLUTO DI BODYFITNESS, CONSULENTE FITNESS, PERSONAL TRAINER, PREPARATORE ATLETICO
Colui che mescola l'attività fisica alle arti, nella proporzione più bella e la applica alla sua anima nella giusta misura, abbiamo diritto a dirlo è l’artista più perfetto ed armonioso !
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Roberto Eusebio campione nazionale assoluto di body fitness |
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20/07/2008 |
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consulente fitness, personal trainer, preparatore atletico |
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PETTORALI DURI A CRESCERE .... DI ROBERTO EUSEBIO PROFESSIONISTA FITNESS
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Roberto Eusebio
la storia di Roberto foto gallery
campione assoluto campionato italiano
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file unico una questione affrontata di petto
Una questione affrontata di petto di Roberto Eusebio (Campione nazionale assoluto di body fitness)
Calma piatta sui pettorali ? Tutti i builders sanno bene quali sono i gruppi muscolari particolarmente ostici da ipertrofizzare: in primis i quadricipiti in quanto voluminosi – i più voluminosi del corpo umano, e in secundis i pettorali, che vogliamo affrontare in questo articolo. Muscoli maschili per eccellenza, esteticamente spettacolari, il loro sviluppo incontra essenzialmente due problemi: innanzitutto, a meno di non essere gondolieri veneziani, essi consentono un movimento di spinta in avanti del braccio che compiamo piuttosto raramente nelle normali attività della vita – il secondo problema è spesso di tipo genetico: poche fibre che non appena sentono parlare di ipertrofia si rintanano ancora di più nel loro stato di immobilità piatta e indisturbata. Ricordo molto bene i miei allenamenti di tanti anni fa per il petto, allorché mi accanivo con le classiche distensioni con bilanciere alla panca piana versando metri cubi di sudore e ottenendo risultati tutto sommato deludenti, vuoi perché la panca piana per la ridotta escursione articolare non consentiva una ampia e quindi efficace escursione di carico, vuoi perché il carico stesso cozzava ben presto contro un muro pressoché insormontabile determinato dall’insufficienza degli stabilizzatori, cioè spalle e avambracci. Mi capita spesso di vedere bilancieri barcollanti e stracarichi trattenuti a stento da braccia magre e insufficienti, e tiro un sospiro di sollievo quando tutto si conclude senza nessun incidente. Una volta facevo parte anch’io di questa schiera ma poi mi sono chiesto: è questo il vero allenamento per i pettorali o può esserci dell’altro ? Fu soltanto per caso che durante una pausa di riposo in palestra, dando un’occhiata a una rivista dell’epoca scoprii l’esercizio che ancora oggi considero una pietra miliare per lo sviluppo dei pettorali, l’unico che mi ha dato risultati veramente sorprendenti. Si tratta ancora una volta di un esercizio a corpo libero dal quale molti, moltissimi, si tengono lontano come la peste: parlo dei dip alle parallele con sovrappeso (weighted chest dip). Credo che se molti abbandonassero la panca piana, come alla fine ho fatto, per dedicarsi anima e corpo ai dip in modo da farne l’epicentro dell’allenamento per il petto, ci sarebbero in palestra molti più toraci da gladiatore che timide collinette appena accennate. Ma perché i dip alle parallele non hanno molti ammiratori ? Semplice, perché come tutti gli esercizi a corpo libero “vecchio stile” costano una gran fatica e non si può barare; con questi movimenti ci troviamo faccia a faccia col nostro corpo - col nostro peso - e ce lo becchiamo tutto senza sconti. Ancora una volta i sani e vecchi esercizi creano la linea di demarcazione tra vincenti che decidono di proseguire e praticanti che rinunciano subito ottenendo i risultati che meritano: briciole. Non terminerò mai di contare le volte che ho visto qualcuno provare a cimentarsi con i dip: qualche ripetizione forzata e scoordinata, poi piedi a terra, sbuffo plateale di fatica e via dalle parallele a gambe levate proclamando “non è roba per me”. Tornino pure costoro all’amata panca piana e ad agitare manubrietti: quello che propongo è un programma che ho messo a punto e testato nel corso di anni di esperienza e che applicato per sei mesi di seguito consente di svegliare una volta per tutte i pettorali dal loro eterno torpore – che lo vogliano o no – e ottenere risultati inimmaginabili. Un programma per chi ha voglia di fare e di faticare. E poiché di vita ne abbiamo una soltanto e di pettorali due, io dico che vale la pena provarci. Occorre dire innanzitutto che qualsiasi allenamento per il petto passa attraverso la “barriera doganale” delle spalle e delle braccia, in particolare degli avambracci. E poiché per sviluppare il petto occorrono le maniere forti, non potremo pretendere di smuovere e stabilizzare carichi elevati di qualunque tipo con spallucce ossute e avambracci che somigliano a degli stuzzicadenti: nella migliore delle ipotesi non otterremo risultati apprezzabili, nella peggiore andremo incontro a un infortunio. Quindi ci occorrerà un lavoro preparativo su spalle e avambracci. Per le spalle consiglio quattro serie portate ad esaurimento e a carico crescente di Arnold Press, movimento non certo tra i più semplici ma anche tra i più faticosi e completi. Prescrizione: una volta la settimana. Per gli avambracci, di cui spesso il gran popolo del body building ignora chissà perchè l’esistenza, faremo: una trattenuta di manubrio da seduti, prima un braccio e poi, quando il dolore si fa insopportabile, l’altro braccio, per tre volte di seguito – e, analogamente, dei curl con presa a martello su panca inclinata di 30 gradi. Prescrizione: due volte la settimana. Quando saremo in grado di reggere sei sacchi della spesa con una mano sola vorrà dire che avremo lavorato a sufficienza sugli avambracci. Infine una premessa sui dip: determinazione ! determinazione ! determinazione ! Non scoraggiamoci se il primo approccio è disastroso, se sembriamo dei burattini disarticolati che non ce la fanno a reggersi sulle parallele. Procediamo per gradi e prefiggiamoci che la prossima volta faremo di meglio. Armiamoci di pazienza e anche il nostro corpo lo capirà e poco per volta ci darà luce verde. Il programma per il petto è così strutturato: iniziamo con quattro serie da 15 ripetizioni di aperture “ad elle” per riscaldare i rotatori delle spalle. Nella breve pausa tra una serie e l’altra predisponiamo tre coppie di manubri a carico decrescente davanti ad una panca piana. Una volta finito il riscaldamento eseguiremo tre superserie di distensioni con manubri con riposo di 1 minuto e mezzo allo scopo di congestionare i pettorali e portarli rapidamente ad uno stato attivato. La differenza di peso tra i manubri sarà di 4 Kg. Esempio per una superserie: 10 ripetizioni con manubri da 26 Kg, poi subito di seguito 10 ripetizioni con manubri 22 Kg e di seguito ancora altre 10 con manubri da18 Kg. A questo punto concediamoci due minuti di riposo e diamoci da fare con i dip alle parallele. Disponiamoci con i piedi incrociati all’indietro e il busto inclinato in avanti in modo da coinvolgere il meno possibile i tricipiti. Affondiamo bene in basso con il busto e non voltiamo la testa a guardare altrove: distrae e basta. Guardiamo fisso davanti a noi e cerchiamo di percepire il lavoro all’interno della massa del pettorale. Eseguiamo una prima serie da dieci ripetizioni fatte correttamente. A partire dal secondo-terzo mese di allenamento, quando ormai siamo in grado di portare a termine agevolmente tre serie da 10 o 12 ripetizioni a corpo libero, sarà ora di darci dentro sul serio e applicare il sovrappeso. Indossiamo una cintura alla vita, agganciamoci una catena e appendiamoci un disco da 10 Kg, quindi via con la seconda e la terza serie di dip condotte ad esaurimento. E’ da questo momento in poi che i pettorali inizieranno a crescere veramente. Io sono arrivato a sopportare un sovrappeso di 25 Kg, che mi è sembrato più che sufficiente; non so cosa possa succedere oltre ma mi fermerei qui per evitare di giocarmi le spalle, che per dovere di cronaca dobbiamo dire che saranno messe a dura prova da quest’esercizio. Quindi ben venga il sovrappeso ma attenzione a non esagerare - cerchiamo di riconoscere e rispettare i nostri limiti e mettiamo da parte gli esibizionismi. Terminiamo con una quarta ed ultima serie anch’essa condotta ad esaurimento ma senza sovrappeso: ci sembrerà di volare e ne usciremo con due pettorali da urlo. Proseguiamo il workout effettuando tre serie da 10 ripetizioni di croci ai cavi alti. Sfrutteremo così l’iper riscaldamento dei pettorali ottenuto ai dip e la gratificazione psicologica data dall’aver terminato quell’esercizio per dare definizione a questo distretto muscolare che vogliamo far esplodere: un po’ come gli ultimi ritocchi a un quadro che ci accingiamo a terminare. Finite le croci ai cavi alti, se abbiamo ancora dell’energia da spendere possiamo eseguire quattro serie ravvicinate a carico decrescente alla Pectoral Machine fino a spremere l’ultima fibra. Alla fine di tutto questo ci recheremo allo specchio più vicino a controllare i risultati e poi saremo liberi di stramazzare al suolo. Scherzi a parte, consiglio di utilizzare questa routine una volta la settimana per sei mesi e non di più. I dip con sovrappeso sono uno splendido esercizio, il più efficace che abbia mai sperimentato, ma anche gravoso per l’articolazione della spalla, complesso punto nodale che dobbiamo preservare a tutti costi dagli infortuni. Con un programma di questo tipo i risultati non tarderanno ad arrivare, e a meno di non essere geneticamente svantaggiati supereranno ogni nostra più rosea aspettativa – e alla fine, quando vanteremo dei pettorali tali da farci ingaggiare come rematori in una nave galera romana potremo dire con orgoglio: la panca piana ? Solo un lontano ricordo.
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Colui che mescola l'attività fisica alle arti, nella proporzione più bella e la applica alla sua anima nella giusta misura, abbiamo diritto a dirlo è l’artista più perfetto ed armonioso !! |
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il grasso corporeo ....un grosso fardello di Roberto Eusebio campione e professionista fitness
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il Grasso
Il grasso non è un semplice fardello che appesantisce le nostre giornate, ma rappresenta un vero e proprio fattore di rischio cardiovascolare. Negli ultimi anni la ricerca medica ha avuto innumerevoli conferme sul fatto che il grasso corporeo non è un semplice fardello che appesantisce le nostre giornate, ma rappresenta un vero e proprio fattore di rischio cardiovascolare; in altre parole accresce le probabilità che un soggetto possa sviluppare patologie cardiache (angina, infarto) o vascolari (ipertensione arteriosa) o patologie metaboliche (diabete, aumento del colesterolo, dell'acido urico, dei trigliceridi), in grado, e questo è il dato più preoccupante, di ridurre significativamente la qualità e la spettanza di vita, cioè il numero di anni che restano da vivere. All'inizio il dato venne confutato, non sembrava possibile che un semplice inestetismo fosse invece una bomba ad orologeria pronta a esplodere in qualsiasi momento, con probabilità che aumentavano, con l'aumentare dell'età. Negli anni '90 le ricerche continuarono e si scoprì che non tutto il grasso corporeo era così pericoloso; oggi sappiamo che, ad esempio, il grasso tipicamente femminile, con localizzazione ai fianchi e alle cosce, non rappresenta alcun serio pericolo per la salute; al contrario il grasso che si localizza in sede addominale, tipicamente maschile, la cosiddetta "pancia", è un vero killer, in quanto la sua presenza è correlata con un aumento della mortalità. E quando si parla di pancia non si intende il grasso superficiale sottocutaneo, che in quella sede si può sempre depositare ed è facilmente sollevabile in pliche di piccolo o grande spessore, ma si intende quello localizzato in sede profonda, viscerale, a costituire il tipico addome globoso e teso, che spesso è in grado di compromettere la stessa funzione respiratoria. Sono stati così coniati vari neologismi per indicare le due diverse distribuzioni del grasso corporeo: quello femminile è stato chiamato anche ginoide, o gluteo-femorale, o sottocutaneo, o "a pera"; quello maschile: androide, o addominale, o viscerale, o "a mela". Ma le sorprese non finirono qui; si vide che anche la donna poteva sviluppare la formazione di grasso in sede addominale, dopo la menopausa, intorno ai 50 anni; in tal caso il rischio cardiovascolare è uguale a quello del maschio. Per sapere quindi se il grasso che si "indossa" è pericoloso per la nostra salute, occorre vedere dove è localizzato, e nessuno strumento si è rivelato più sensibile del classico centimetro da sartoria. È stato dimostrato che la misura della circonferenza addominale è una spia fedelissima della quantità del grasso addominale, e sono state individuate le misure oltre le quali, a prescindere dall'essere obesi o no, si entra nell'area di rischio, che sono: 88 cm nel sesso femminile e 102 cm in quello maschile. Certamente una condizione di sovrappeso o, peggio, di obesità, cioè un aumento generalizzato del grasso corporeo, moltiplica questo rischio. Quando il grasso raggiunge certi livelli, vengono ad alterarsi anche alcuni indici fisiologici, riguardanti l'ossigenazione del sangue: aumentano il numero e le dimensioni dei globuli rossi, si riducono i movimenti respiratori dei torace, per ridotta espansione del diaframma; nel sangue diminuisce la concentrazione di ossigeno e aumenta quella dell'anidride carbonica, con ripercussioni soprattutto a livello cerebrale in termini di capacità di attenzione, memoria e concentrazione. Inoltre, il deposito di grasso in sede faringea, provoca la comparsa di disturbi del sonno, come forte russio e ostruzione delle vie respiratorie (apnee notturne); questo provoca sonnolenza diurna, fino a veri e propri colpi di sonno, causa di tanti incidenti automobilistici e infortuni sul lavoro. Fattori di rischio Ma quali sono i fattori che favoriscono l'accumulo di grasso in sede addominale? Vi sono fattori che non si possono modificare, come il sesso, l'età, la familiarità. L'uomo, e la donna dopo la menopausa, sono esposti a questo rischio, e qualora per qualche motivo dovessero ingrassare, il tessuto adiposo neoformato si localizzerebbe in quella sede: nell'uomo, per l'azione di alcuni ormoni, fra cui il Cortisolo e il Testosterone, nella donna in menopausa, per la assenza di altri ormoni, estrogeni e progesterone. Con gli anni è più facile ingrassare e quindi anche l'età favorisce la comparsa della cosiddetta "pancetta"; infine, poiché anche i genitori hanno il loro "peso", la predisposizione genetica gioca un ruolo molto importante. Vi sono poi dei fattori modificabili dal soggetto stesso, che sono quelli su cui si dovrà intervenire per prevenire o debellare il problema: la corretta alimentazione, non solo come quantità ma anche come scelta degli alimenti. I cibi grassi (condimenti, formaggi, insaccati, dolciumi, etc.) e quelli a base di carboidrati in grado di innalzare rapidamente la glicemia e quindi i livelli di insulina, sono i principali indiziati (pane, riso, patate, zucchero raffinato, frutta zuccherina, prodotti di bar o di pasticceria, etc.); è dimostrato che maggiore è la quantità di insulina prodotta dall'individuo in risposta all'assunzione di un alimento con le caratteristiche su indicate, maggiore è la quantità di tessuto adiposo che si deposita in sede addominale; la voracità, cioè la velocità con cui una certa quantità di cibo raggiunge il tubo digerente e il piluccamento, cioè l'abitudine di fare continuamente piccoli spuntini, fuori dagli orari dei pasti, sono errori del comportamento alimentare in grado di provocare questa esagerata risposta insulinica. Alcool e stress Infine è dimostrato che il consumo di vino o di superalcolici si associa ad un sensibile aumento del grasso addominale, come anche lo stress. Lo stress è una reazione di adattamento dell'organismo a stimoli ambientali, per lo più negativi, che provocano risposte di tipo nevoso ed ormonale; tra queste ultime vi è la produzione di cortisolo da parte della ghiandola surrenale. Questo ormone, che consente all'individuo di far fronte alle emergenze e a tutte le situazioni più impegnative, sia a livello fisico che psichico, svolge numerose funzioni, ma, tra quelle che ci interessano, questo ormone è in grado di stimolare l'appetito, aumentare la glicemia e quindi l'insulina, aumentare il tessuto adiposo nel tronco ed in particolare nella regione addominale, dove, in alcuni casi, può essere all'origine di vistose smagliature rossastre longitudinali dette "striae rubrae"; il risultato è che un individuo che, per qualunque motivo, viva una condizione di stress cronico, avrà elevati livelli circolanti di cortisolo e quindi, una spinta continua ad alimentarsi in eccesso (il pasto serale, quando lo stress concede un po' di tregua, è quello in cui di solito si esagera) e a neoformare tessuto adiposo in sede addominale profonda. Anche la sedentarietà è implicata nell'accumulo di grasso in sede addominale, se è vero che una regolare attività fisica è in grado di ridurlo sensibilmente. Dal fronte della lotta alla "pancia" non giungono solo cattive notizie: se, infatti, questo tipo di tessuto adiposo è potenzialmente così pericoloso per la salute, tanto da rappresentare un fattore di rischio come la pressione alta, l'aumento del colesterolo, il diabete, è anche vero che è molto facile eliminarlo, anzi è la prima sede dove si verificano i più evidenti effetti dimagranti, quando si intraprende una dieta ipocalorica e si eliminano o si riescono a controllare le cause che sono alla base della sua formazione e che abbiamo definito come "fattori modificabili": errori alimentari, stress, scarso esercizio fisico, consumo di alcool. Dunque, mano al centimetro e occhio ai buchi della cinta, se si vogliono verificare nel modo migliore i progressi compiuti settimana dopo settimana. È stato calcolato che per ogni centimetro di circonferenza addominale che si perde, il rischio cardiovascolare si abbatte del 5%; ciò vuol dire che la perdita di soli 10 cm, riducono il rischio del 50%. UN CONSIGLIO: Facciamo due conti Per sapere se si è normopeso, in sovrappeso o obesi basta usare una semplice formula matematica: Kg (peso) / m2 (altezza) Se il valore è compreso: - tra 20 e 25 il soggetto è normopeso - tra 25 e 30 è in sovrappeso - oltre 30 è obeso - oltre 35 entriamo nell'area dell'obesità grave o morbigena, caratterizzata da un elevatissimo rischio cardiovascolare, indipendentemente dalla quantità di grasso depositatosi in sede addominale. Ricerca Inglese Le donne cambiano: girovita più largo, tramonta la "donna clessidra" Addio alla "donna clessidra". Una ricerca sponsorizzata dal governo britannico ha rivelato che la circonferenza vita delle donne del Regno Unito si è allargata di oltre 16 centimetri rispetto alle loro mamme, mentre busto, fianchi e altezza sono praticamente rimasti uguali. Risultato? Rispetto all'invidiabile vitino di vespa delle donne degli anni cinquanta, oggi le britanniche hanno meno curve e fianchi più dritti. Lo studio – scrive il "Sunday Times" – è stato commissionato dal dipartimento del Commercio e l'Industria e da 17 catene di negozi d'abbigliamento e condotto nell'arco di tre anni su un campione di 11 mila tra uomini e donne dai 16 anni in su. "Ciò che abbiamo osservato è la trasformazione ben definita della figura femminile – ha detto Phillip Treleaven, docente alla University College di Londra – dalla tradizionale figura a clessidra ad un corpo più dritto, privo di forme". I dati sono stati raccolti utilizzando cabine tridimensionali dotate di telecamere in grado di prendere ognuna circa 130 misurazioni. Dall'analisi finale è emerso il problema della continua crescita di peso e, come conseguenza, dell'espansione, sicuramente poco gradita al gentil sesso, del giro vita. Molto dipende da una corretta alimentazione. Una dieta più equilibrata – si legge sulla versione domenicale del Times – ha permesso alle donne di oggi di crescere più forti e robuste rispetto alle loro nonne, ma ha anche permesso che i grassi in eccedenza andassero a depositarsi proprio dove non dovrebbero. I venditori di abiti avevano in verità già capito il nuovo trend, ampliando le taglie: i numeri degli abiti più venduti sono rimasti gli stessi ma oggi possono indossarli donne più pienotte TABELLA INDICE GLICEMICO (IG) ALIMENTO IG SU GLUCOSIO ALBICOCCA ALL-BRAN ANANAS ARANCIA BANANA CAROTA CIALDA Di CONO GELATO CILIEGIE COCOMERO CORNETTI (CROISSANT) CORNFLAKES (KELLOG'S) CRACKERS FAGIOLI BOLLITI FAGIOLI DI SOIA BOLLITI FANTA FRUTTOSIO PURO GELATO GLUCOSIO KELLOGG'S SPECIAL K KIWI LATTE INTERO LATTE MAGRO LENTICCHIE MALTODESTRINE MALTOSIO MANGO MELA MELONE 38 ± 2 42 ± 5 59 + 8 42 ± 3 52 ± 4 47 ± 16 79.6 22 72 ± 13 67 91 75 ± 5 29 ± 9 18 ± 3 68 ± 6 19 ± 2 60 ± 9 100.0 60 + 5 53 ± 6 27 ± 4 32 ± 5 25 ± 5 100.0 109 51 ± 5 32 ± 4 75 che in passato. Nessuna donna vuole ammettere di comprare vestiti di una taglia superiore a quella che usava la madre o la nonna. MIELE MUESLI PANE BIANCO PANE DI SEGALE PATATE AL FORNO PATATE COMUNI BOLLITE PATATE DOLCI PATATE FRITTE PERE PERE IN SCATOLA PESCA FRESCA PESCHE IN SCATOLA PISELLI BOLLITI PIZZA AL FORMAGGIO (ITALIA) POPCORN RISO ARBORIO SACCAROSIO E ZUCCHERO DI CANNA SPAGHETTI BARILLA COTTI 10 MINUTI SUCCO D'ANANAS SUCCO Di MELA SUCCO Di POMPELMO UVA YOGURT MAGRO ALLA FRUTTA YOGURT MAGRO BIANCO YOGURT ZUCCA 62 ± 7 50 ± 6 60 ± 9 55 ± 5 89±12 70 ± 9 61 ± 7 75 38+2 46.0 40 ± 5 50 ± 9 32.9 80 72±17 69 ± 7 68 ± 5 57 50 ± 4 40 + 1 48 48.2 45 14 36 ± 4 75 ± 9 La tabella va letta nel seguente modo: IG maggiore di 65: IG tra 55 e 65: IG minore di 55: EVITARE ASSUMERE CON MODERAZIONE CONSIGLIATO
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Colui che mescola l'attività fisica alle arti, nella proporzione più bella e la applica alla sua anima nella giusta misura, abbiamo diritto a dirlo è l’artista più perfetto ed armonioso !! |
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che cos'e' la cellulite, come prevenirla e curarla....di Euebio Roberto professionista fitness
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LA CELLULITE
In gergo medico è denominata pannicolopatia edemo-fibro-sclerotica , presenta un alterazione del tessuto connettivale adiposo con ipertrofia delle cellule e negli spazi interstiziali si accumulano liquidi e tossine metaboliche. Le cellulite è legata ad un anomalo equilibrio tra circolazione venosa e linfatica che consiste in un modesto rallentamento e ritenzione idrica. La cellulite conferisce un aspetto spugnoso alla pelle che per questo viene chiamata a buccia d’arancia. Sono colpite soprattutto le donne, a partire dall’adolescenza, ma non solo quelle in sovrappeso infatti possono esserne affette anche le donne magre. Esistono diverse tipologie di cellulite a seconda dell’età e dello stadio di avanzamento. Le principali sono : 1. EDEMATOSA : evidente ritenzione idrica dalla vita in giù 2. FIBROSA : aumento del tessuto connettivo e indurimento dell’adipe e formazione di tanti piccoli noduli palpabili ( pelle a buccia d’arancia) 3. SCLEROTICA : il tessuto diventa duro, freddo e dolente al tatto con presenza di noduli di grandi dimensioni. Le cause della cellulite sono di varia natura, si possono infatti ricercare sia in fattori genetici ereditari ( razza bianca, sesso femminile e familiarità) sia in fattori legati al nostro stile di vita. Come già detto la cellulite accompagna un notevole accumulo di liquidi e di tossine provenienti dai processi metabolici. La linfa è addetta alla rimozione di questi prodotti dall’organismo, a differenza della circolazione sanguigna lo scorrimento attraverso i vasi di cui è composta è stimolato dalle contrazioni muscolari, quindi una mancanza di movimento riduce una inefficiente funzionalità alla circolazione linfatica. La ritenzione idrica è causata dall’azione di ormoni quali gli estrogeni, che caratterizzano i caratteri femminili. Essi sono una delle cause di sofferenze circolatorie, in quanto nel periodo premestruale si nota un aumento di acqua nei tessuti. Nella conformazione ginoide detta a pera di alcuni soggetti femminili possiamo riscontrare come si manifesta tale inestetismo localizzato nella parte bassa del corpo tra fianchi e ginocchia. Fattori aggravanti della comparsa ed avanzamento della cellulite possono essere considerati comportamentali e riguardano abitudini, stile di vita ed alimentazione. Una vita sedentaria e la mancanza di esercizio fisico comportano la perdita di tessuto muscolare e quindi un decremento del metabolismo che causa sovrappeso e perdita di tonicità del corpo con aumento della cellulite visibile. Occorrebbe dedicarsi costantemente all’ attività fisica. Per mantenere un buono stato di salute con una buona circolazione e muscolatura oltre ad un metabolismo veloce. Il sovrappeso è un fattore importante da tenere sotto controllo per eliminare la cellulite. Sono ottime abitudini, per mantenere un buono stato di salute, ridurre l’apporto calorico in entrata e aumentare quello in uscita. L’alimentazione non corretta aumenta la ritenzione, il sovrappeso e di conseguenza peggiora anche la cellulite. Gli indumenti troppo stretti e/o posture scorrette (gambe accavallate, stare molto tempo in piedi) alterano la normale circolazione per compressione dei vasi oppure compromettono il ritorno venoso agli arti inferiori (attenzione ai tacchi alti). Fattori di rischio spesso associati sono lo stress ed il fumo, i quali aggravano la situazione. Il fumo ha un’azione vasocostrittrice e aumenta i radicali liberi, lo stress innalza i livelli di cortisolo (ormone dello stress) che aumenta la ritenzione idrica. Per concludere sono riportati qui di seguito alcuni utili accorgimenti per prevenire la cellulite. • Una sana ed equilibrata alimentazione, facendo attenzione però a non perdere peso troppo velocemente perché si potrebbe causare anche una perdita di muscolatura e di tono. • Bere acqua durante la giornata • Fare movimento • Modificare abbigliamento e postura • Eliminare alcol e diminuire il fumo • Allontanare lo stress •••••••••• le terapie per prevenire e combattere la cellulite e la ritenzione idrica sono • MASSAGGIO CLASSICO: ha benefici sulla circolazione • LINFODRENAGGIO: è un massaggio che serve a riattivare la circolazione linfatica cosicché vengono veicolati i liquidi e le tossine per essere eliminati. • IONOFORESI: (iòno-phoresis = trasporto di ioni) consiste nell’introduzione di un principio attivo nell’organismo tramite l’epidermide. Questa terapia permette di agire in modo localizzato sugli inestetismi. • PRESSOTERAPIA: indica la terapia e il macchinario per attuarla. Si basa su un principio meccanico simile al linfodrenggio ma ha effetti anche sulla circolazione. Consiste nel posizionare gli arti inferiori in appositi gambali contenenti una camera d’aria e gonfiati in modo progressivo dalla sezione più estrema a quella più vicina al tronco ( per es. dal piede si passa successivamente a gonfiare la sezione del polpaccio, poi del ginocchio e via via fino a raggiungere il bacino per poi ricominciare dal piede). La sequenza con la quale vengono gonfiate le sezioni è quella seguita dal sangue venoso e dalla linfa. Questo ciclo facilita il flusso sanguigno e linfatico, liberando l’ambiente extracellulare dai liquidi e dalle scorie metaboliche in eccesso riversate continuamente dalle cellule. La terapia è consigliata per trattamenti estetici e di ritenzione idrica. • MESOTERAPIA : è un trattamento esclusivamente di competenza medica che consiste in iniezioni locali intradermiche di farmaci (tradizionali,omeopatici,vitamine,minerali, amminoacidi ecc.) con piccoli aghi speciali. Donano beneficio anche fangoterapie e idromassaggio. •••••••••• la perdita di peso non sempre coincide con l’eliminazione della cellulite, per questo motivo per dieta s’intende un sana e equilibrata alimentazione. Bisognerebbe ridurre l’apporto di cibi grassi o raffinati, carne rossa e latticini, privilegiando frutta, verdura, cereali integrali e acqua. L’alimento che non deve mancare nella dieta per prevenire la cellulite è il pesce (specialmente quello azzurro) ricco di Omega-3 gli acidi grassi essenziali che favoriscono la circolazione e aiutano a spazzare le tossine, a ridurre i gonfiori, migliorare e proteggere la struttura cellulare. Non dimentichiamoci dell’importanza della fibre che troviamo nella frutta, nella verdura e nei cereali integrali utile per saziarsi prima e per tenere pulito l’intestino. Per combattere la cellulite è necessario anche ridurre gli zuccheri in eccesso(pane, pasta, dolci ) i quali vengono convertiti in grassi e depositati nei cuscinetti! Carne rossa, sale e latticini ( formaggi grassi ecc.)favoriscono la ritenzione, è meglio non abusarne. ••••••••••••••••••••••••••• per prevenire la cellulite occorre iniziare a tenersi attive dall’adolescenza. Con il passare dell’età è consigliabile mantenere un corpo tonico per garantire elasticità ai tessuti ed una buona muscolatura; in tal modo si possono prevenire anche sofferenze circolatorie alleate della cellulite. CELLULITE EDEMATOSA: a pertire dai 12 anni vengono consigliate attività dove viene coinvolto tutto il corpo in modo equilibrato per evitare disarmonie che posso risultare inestetiche e per non appesantire la figura. Per cui sono consigliate aerobica, danza, nuoto, fitness, corsa ecc… CELLULITE FIBROSA : a partire dai 30 (si spera non prima) può essere utile mantenere un corpo tonico e attivo, frequentando attività fisica costantemente. È consigliato un allenamento di tipo cardiovascolare accompagnato da una buona tonificazione: il lavoro cardiovascolare (aerobico) utilizza il metabolismo dei grassi e migliora la circolazione; la tonificazione dei muscoli previene cedimento dei tessuti che evidenzierebbe la cellulite, promuove la sintesi di nuovi tessuti ed aiuta a smaltire la ritenzione idrica. CELLULITE SCLEROTICA : è uno stadio avanzato quindi solitamente si ricorre alla terapia medica, ma non bisogna rimanere sedentari. I problemi possono diventare anche gravi. Si consigliano tutte le attività cardiovascolari come lunghe passeggiate, aerobica, danza, cardiofitness , ma anche spinning e corsi in acqua (acqua-gym , idro-bike) Non dimentichiamo che al primo posto per ottenere un buon risultato è essenziale una equilibrata alimentazione
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Colui che mescola l'attività fisica alle arti, nella proporzione più bella e la applica alla sua anima nella giusta misura, abbiamo diritto a dirlo è l’artista più perfetto ed armonioso !! |
il doms...il dolore del giorno dopo l'allenamento di Roberto Eusebio professionista fitness
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LA RICERCA DEL “DOMS” NEL BODYBUILDER
Di Roberto Eusebio campione nazionale assoluto di Bodyfitness
http://www.robertoeusebio.it
Quante volte siamo alla ricerca di nuovi esercizi, di nuove routine di allenamento o escogitiamo modi e tecniche per congestionare i nostri muscoli in modo da distruggerli il più possibile?
Tutto questo perché per noi è importante e fondamentale far si che il giorno dopo o dopo due giorni accusiamo quei dolori che altrimenti non gratificherebbero la fatica fatta durante il nostro allenamento.

Ma che cos’è realmente questo dolore ?
L'indolenzimento o il dolore muscolare del giorno dopo detto anche , “DOMS” (Delayed onset muscle soreness) non è nient’altro che un dolore muscolare che si presenta tra le 14 e le 72 ore dopo un'intensa attività muscolare. E perché di questi dolori ?Questi dolori, ( fastidiosi per il neofita body builder invece ben apprezzati dai veterani) limitano i movimenti a causa del dolore che provocano e anche per una riduzione dell'escursione articolare.Questo fenomeno è molto frequente nei soggetti fuori allenamento, ma è presente anche in quelli che, pur molto allenati, si cimentano come accennavo ad allenamenti insoliti e diversi dal solito congestionamento muscolare. La causa del DOMS è comunemente stata attribuita a un deposito di acido lattico nei muscoli, ma questa affermazione non è corretta; l'acido lattico, per il suo stesso ciclo metabolico, ad attività muscolare terminata non può permanere nel circolo sanguigno per più di qualche minuto e questo permette che, successivamente, esso venga in larga parte smaltito anche a livello muscolare, nel giro due o tre ore.È stato consolidato che questi dolori sono micro-lacerazioni del tessuto muscolare dovute a contrazioni muscolari "eccentriche", giustificate e prodotte da un’origine metabolica e bio-meccanica. Questi dolori solitamente scompaiono dopo 2, 3 o 4 giorni dal nostro workout, ma possono protrarsi anche fino a 6 o7 giorni e oltre, raggiungendo il culmine del dolore intorno al secondo ed il terzo giorno successivo all'allenamento. I fattori che accentuano questo fenomeno sono sia più svariate tecniche di allenamento sia fattori di carattere nutritivo.

È riscontrato che chi ha una dieta ricca di carboidrati, quindi un pompaggio muscolare superiore rispetto a chi è in deplezione di glicogeno muscolare, i dolori siano più accentuati.È normale quindi, in fase di definizione muscolare che la ricerca del DOMS sia più difficoltosa.Comunque sia con i muscoli indolenziti consiglio sempre il recupero e quindinon allenare mai un gruppo muscolare se fa ancora male.Questo perché proprio in questa fase, detta anche di “SUPERCOMPENSAZIONE”, il nostro muscolo (e non solo), migliora le proprie caratteristiche in funzione dell’allenamento eseguito.Allenare i muscoli mentre vi è l’effetto DOMS oltre a prolungare il dolore avvertito, sarà ulteriormente più lungo anche il recupero.Per alleviare i dolori de giorno dopo è stato spesso consigliato di fare streching. Io sconsiglio invece questo tipo di rimedio poiché un allungamento in fase di ripristino delle lacerazioni da contrazione muscolare non fa nient’altro che riaprire queste “ferite positive” in fase di recupero muscolare.

Cosa fare allora per questi dolori ?
APPREZZATELI E RISPETTATE IL RECUPERO DEI MUSCOLI, VUOL DIRE CHE AVETE ESEGUITO UN BUON WORKOUT!!
ROBERTO EUSEBIO |
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Colui che mescola l'attività fisica alle arti, nella proporzione più bella e la applica alla sua anima nella giusta misura, abbiamo diritto a dirlo è l’artista più perfetto ed armonioso !! |
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ROBERTO EUSEBIO, LA SUA STORIA....
“Campioni si nasce?”
Non è vero!
La vera storia di Roberto Eusebio
Avevo l’età di quindici anni quando il medico curante mi consigliava, anzi mi obbligava a frequentare una palestra (non esistevano ancora i centri fitness).
Pesavo 59 chili, per un altezza di un metro e ottanta centimetri; avevo un atteggiamento cifotico, con antiversione del bacino e cominciava ad accentuarsi una curva scoliotica della colonna: insomma quella tipologia di uomo definita “invertebrato”… Naturalmente sto scherzando, ma è vero che avevo problemi seri! Gli amici mi chiamavano smilzo!
Ero un ragazzo molto insicuro, introverso, non adoravo i giochi di squadra poiché debole strutturalmente e psicologicamente quindi molto fragile.
Ero molto introverso, studiavo, leggevo, guardavo la tv, questo era il massimo dell’attività fisica che facevo..
Guardando la tv, negli anni circa 1984 – 1985, cominciai apprezzare quei fisici che gli ambienti culturistici ci proponevano, come il grande atleta Lou Ferrigno, quest’uomo debole ma che quando lo facevano irritare d’incanto si trasformava nell’incredibile Hulk, invincibile, con quei muscoli nessuno poteva influire nel suo modo di essere, oppure il grande Arnold in Conan il Barbaro,con la sua possente forza muscolare contro le forze della natura, e cosi via con Ercole, interpretato da Steve Rees, e Stallone con Rambo, Rocky , ecc….
Malgrado questo non impazzivo per l’attività fisica da palestra, anzi era per me una fatica abnorme. Perchéavrei dovuto fare tale fatica?
Ho passato i primi tre anni di palestra, sorvegliato dai miei genitori checontrollavano se frequentassi realmente o se, come a scuola, bigiavo.
Non ho mai gradito essere obbligato a fare un qualcosa che non mi piaceva fare!
Quando i genitori si arresero al mio rifiutodi frequentare la palestra, proprio allora cominciai ad appassionarmi ad essa sul serio! Adiciannove anni circa la rivalutai: in fondo, tutto sommato, era anche piacevole, mi riferisco soprattutto alla presenza delle ragazze!
Avevo fatto tre anni senza vedere neanche un muscoletto che potesse motivarmi a continuare, avevo cambiato almeno cento schede di allenamento; allora cercai di analizzare il perché del mio fallimento.
I miei allenamenti erano basati sul sollevare pesi e non sul congestionare i muscoli; cosa vuol dire? Mi concentravo troppo a caricare e mi stancavo (come uno scaricatore di porto), invece la soluzione era molto più semplice: bastava poco carico per strizzare bene ogni distretto muscolare.
Sembravo un universitario del fitness: ad ogni singola ripetizione sembrava che pensassi a chissà cosa, in realtà collegavo solo il cervello a quello che stavo facendo.
In tre mesi “esplosi”: ottenni quello che non avevo mai ottenuto in anni, ma soprattutto cominciavo ad apprezzare quanto fosse importante conoscermi...
A vent’anni pesavo già 76 chili, una bestia di muscoli, ora gli amici mi definivano così.
Non seguivo più tabelle di allenamento, andavo ad istinto, ma cominciai ad iscrivermi a corsi per diventare istruttore:ormai ero davvero gasato!
Ora dovevo capire bene come si dovesse nutrire un atleta… ma di alimentazione parleremo nei prossimi articoli!
All’età di ventisei anni affrontai la prima gara: sembravo, mi disse il mio preparatore, “una patata grossa ma liscia liscia, senza un minimo di definizione”. Infatti non mi classificai, anzi non voglio neanche ricordarlo.
Oltre al fisico mancava anche l’armonia di esprimere sul palco le mie potenzialità.
Cosi mi rivolsi ad un famoso coreografo, nonché ballerino, di Padova, che mi definì “un pezzo di legno”! Eppure, più mi confrontavo con altri atleti e più mi rendevo conto che le mie potenzialità era eccezionali: giunture articolari piccole che enfatizzavano la rotondità muscolare, rapporto tra asse bisiliaco e asse bisacromiale perfetti, altezza nello standard, mancava solo un po’ di qualità muscolare che potevo ottenere solo con l’alimentazione; ma, ahimè, a me piaceva mangiare!
Servirono anni di sacrifici, ma, dopo la selezione all’Accademia Olimpia, dove partecipavano i migliori atleti italiani, mi classificai terzo su 120 atleti. Avevo passato un anno a prepararmi: non esistevano amici, serate in discoteca o altro; un anno dedicato a preparare la gara più ambita eimportante in Italia per gli atleti di altezza-peso. Vinsi il trofeo Accademia (con relativo ottimo montepremi). Ricordo che prima della gara la tensione era alle stelle: mai stato cosi nervoso in vita mia!
Come tutti sapete ce l’ho fatta: mi sono aggiudicato il titolo di CAMPIONE NAZIONALE ASSOLUTO. Eravamo 112 atleti, 22 nella mia categoria stravinta, e agli assoluti, cioè i primi di tutte le categorie arrivai primo, come highlander: ne rimarrà solo uno! Mi sentivo davvero un immortale: sensazione incredibile.
Rimasi a al vertice della mia carriera per un po’ di tempo, ma mantenere l’impegno agonistico significava rinunciare troppo alla vita privata, e decisi così di abbandonare il mondo dell’agonismo, rimanendo però nell’ambiente per trasmettere, ad altri atleti o non, tutte le mie esperienze.
Oggi mi alleno, mi piace stare in forma, mi piace vivere, mi piace il contatto con gli altri; insomma ragazzi… sono felice .
Ciao e alla prossima.
la fame da stress detta fame nervosa...di Roberto Eusebio professionista fitness
La fame nervosa
di Roberto Eusebio campione e professionista fitness
http://www.robertoeusebio.it
http://www.myacademy.it
http://www.fitnessalfemminile.it
Che cos’è la fame nervosa e perché ci prende?
Le cause possono essere di natura biologica e/o psicologica
Cause biologiche
“Mangiare” pur non avendo fame è un’alterazione del meccanismo di controllo da parte dell’ipotalamo. Ci sono delle sentinelle nel cervello che avvertono il corpo quando il livello di zuccheri è troppo basso (diminuzione della glicemia – ipoglicemia) e inducono come risposta il bisogno di cibo e le azioni per procurarselo. Forse alla base dell’ obesità, dei disturbi alimentari in generale e in particolare della fame nervosa c’è proprio un mal funzionamento di questi meccanismi.
Cause psicologiche
“Mangiare” pur non avendo fame, essere assaliti da un impulso irrefrenabile, da un atto compulsivo, presi da un raptus e ingozzarsi di qualsiasi cosa, per poi sentirsi in colpa subito dopo.
Si può avere la fame nervosa per noia, se ad esempio non sappiamo cosa fare, per ansia, per tristezza, scarsa autostima, solitudine.
La fame nervosa ci porta a sostituire l’affetto, la sicurezza o la gioia che non abbiamo con il cibo.
Pensiamo e riflettiamo alle prime fasi di vita, quando la madre offre la poppata al bimbo che piange, anche se la fame non è il vero motivo del pianto, creando nel bambino confusione tra lo stato di fame e lo stato di richiesta di affetto.
http://www.robertoeusenio.it
Combattere la fame nervosa
Prima fase:
Eliminare le cause.
Capire perchè si è tristi, cosa provoca in noi una certa ansia, perché ci si sente particolarmente soli. Interrogativi ai quali occorre dare una risposta per poter alleviare e diminuire gli episodi di fame nervosa.
Seconda fase:
L’esercizio fisico.
Praticare costantemente uno sport e/o praticare tecniche di rilassamento (traning autogeno, power yoga, pilates..) aiuta decisamente a calmare la fame nervosa.
Terza fase:
erbe e prodotti naturali
il citrus aurantium e la rodiola rosea riescono a controllare la fame nervosa.
Il tiglio, la melissa, l’angelica e la passiflora aiutano a calmare gli stati d’ansia.
Gli integratori a base di glucomannano, gomma guar, cellulosa e inulina invece, non venendo ben digeriti si gonfiano nello stomaco in presenza d’acqua e danno un senso di sazietà.
RICORDIAMOCI SEMPRE, CHE COMUNQUE LA MENTE COMANDA SUL CORPO..!!
Di Roberto Eusebio, campione nazionale assoluto di body fitness, professionista
http://www.robertoeusebio.it
p.s questo articolo e’ puramente a scopo informativo…
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